29 dicembre 2011

ancora sul commercio a Canelli

Ho ricevuto questo commento ad altro post. Tuttavia mi pare opportuno aprire un post dedicato all'argomento proposto dal lettore, che vi riporto integralmente qui sotto:

chiedo scusa per l'intrusione fuori luogo e fuori tema ma vorrei se possibile alcune risposte alle mie domande dai "politici" locali

Sono, ahimè, il titolare di un negozio di alimentari "vecchia maniera"e questa mattina, parlando con alcuni clienti ho avuto l'ennesima mazzata, pare che nei pressi del centro commerciale "il castello" siano già iniziati i lavori per la costruzione di un nuovo supermercato.
Se questa voce ha fondamento mi chiedo e vi chiedo:

ma è proprio necessario un nuovo supermercato a Canelli visto che mal contati siamo già a quota 8 o 9?

Con che criterio in comune si concedono queste licenze e chi le firma?

A chi giova questo stato di cose?

L'amministrazione comunale cosa fa per tutelare le piccole attivitò come la mia?

Ho ancora pochi anni prima di poter andare in pensione ma sarò costretto a chiudere prima, vedo il traguardo davanti a me ma sento di non aver più la forza di raggiungerlo...
Grazie per le eventuali risposte



Orbene...la mia opinione in breve : vecchia questione quella dei supermercati ed ipermercati, non soltanto a Canelli, ma ovunque.  Credo sia quasi impossibile, parlando  giuridicamente,  e poco praticabile  adottare politiche commerciali protezionistiche a favore dei negozi . Così si va evolvendo il commercio in TUTTO IL MONDO
 Io stesso, pur avendo i "miei" negozi preferiti per ciascun genere commerciale , faccio ANCHE  acquisti nei supermercati. E così fanno tutti ( anche i negozianti stessi ...). Non nascondiamoci dietro al dito..

Verrebbe tuttavia da chiedersi PERCHE' il grande pubblico preferisca spesso acquistare nei supermercati. Prima risposta scontata: PREZZO, SCELTA, COMODITA' (tenendo presente che talvolta  basta anche uno solo degli elementi ora detti ad orientare i consumatori)  e ciò a causa dell'economia di scala che  favorisce la grande distribuzione a discapito del negozio tradizionale.

 Ciò premesso che resta da dire ? Dovrebbe essere il Comune a proibire ( e non saprei come e con quali strumenti giuridici ... ripeto) l'insediamento di nuove attività commerciali ? Mah... 

Sono forse  troppi a Canelli ?  Tolgono lavoro o ne danno ? Rendono in termini di tasse locali ?  Migliorano globalmente la qualità della vita a Canelli ?

Ditemi la vostra . potrebbe essere interessante ...




p.s. se i politici locali vorranno dare le loro risposte, come chiede l'autore del commento riportato, faranno cosa buona








14 commenti:

Anonimo ha detto...

Ovviamente concordo sul fatto che l'amministrazione non possa negare le licenze in presenza dei requisiti di legge.
Ma vorrei anche che l'amministrazione si adoperasse in qualche modo per valorizzare i negozi/negozietti vecchio stile, perchè è proprio da questi esercizi che si comprende e si apprezza un paese.
Al contempo, vorrei anche che i commercianti, che sanno perfettamente quanto sia inutile e frustrante combattere la grande distribuzione sui prezzi e sull'assortimento, cercassero di darsi da fare per offrire prodotti che la GDO non ha, merci di qualità, di nicchia, micro-produzioni, artigianato, e così via.
Se uno va in centro a Gaiole in Chianti o a St. Paul de Vence(tanto per fare un paio di esempi) non trova i kinder ferrero o il rum bacardi o le mutande di intimissimi (tutti prodotti di qualità, si intende), ma il vino dei produttori locali, la carne di cinta senese o di tarentaise, la lavanda coltivata nei campi attorno al paese, la verdura degli orti siti a pochi km.
Ho parlato solo di alimentari, è vero, ma lo spunto viene dall'amareggiato commerciante alimentare, e mi sono agganciato al suo legittimo lamento.
Il progresso ci vuole annientare? E noi reagiamo coltivando, allevando e vendendo cose sulle quali il progresso non può mettere le grinfie.
Scusate se sono stato un po' prolisso e buon anno a tutti.

Raider

nicoletta ha detto...

Pare strano dover commentare situazioni come questa proprio quando a livello nazionale si discute tanto di liberalizzazioni. Chi come me viene dagli anni 60 sa che una volta per aprire un'attività commerciale si doveva acquistare la "licenza" che, a fine attività, poteva essere rivenduta ricavandone una sorta di "liquidazione". Qualche anno fa le attività commerciali sono state liberalizzate con un grande consenso da parte di tutti (tranne da parte di coloro i quali per la licenza avevano pagato fior di quattrini!!!). Oggi le attività commerciali si aprono e chiudono come si fa con le porte girevoli: non fai in tempo a memorizzare il nome di un negozio che la settimana successiva non lo trovi già più. Con i supermercati è anche peggio, passano da un gruppo all'altro nel giro di niente (penso al supermercato di piazza Unione Europea...! o al turn over dell'esercizio ex-Gulliver di viale Indipendenza!!) e intanto ricordo con nostalgia il sapore del prosciutto cotto di Campora, o il salame cotto di Carlo Ghione sotto i portici (trenta anni fa?) E mentre guardo la catasta di rifiuti che si è accumulata sul tavolo della mia cucina, prodotta dalle confezioni del supermercato, dopo aver riposto la spesa e ripensando all'insalata che ho visto negli scaffali, mi viene da recitare il monologo finale di "Blade Runner":"..io ne ho visto di cose che voi umani non potreste neppure immaginare...". Davanti al banco frigo del megamercato, davanti ad un muro lungo circa cinque metri (valutati a passi) composto da yogurt di ogni gusto, marca e colore, mi chiedo dove stia la convenienza, il vantaggio in tutto quel po'po' di roba.
Bhè...io dico la mia: fino a che avrò alternative frequenterò i piccoli negozi, cercherò da Franca i cardi gobbi e l'insalatina di campo, da Marisa il coniglio che sa di coniglio, e così farò nella città in cui vivo (che non è Canelli)...il salame cotto di Ghione, purtroppo, me lo posso solo sognare!!!! Invito inoltre tutti i cittadini ad un moto di solidarietà nei confronti dei piccoli esercenti e da parte di questi ultimi un' intelligente ricerca dei sapori più veri e, possibilmente, un occhio di riguardo ai prezzi...così...una mano lava l'altra!!!...e scusate la banalità!!

Anonimo ha detto...

Mi permetto di confutare il concetto secondo il quale l'amministrazione comunale non abbia strumenti per regolare e pianificare i nuovi insediamenti commerciali, ha il principale strumento di pianificazione locale: il piano regolatore.
Affinché un nuovo supermercato possa essere costruito è necessario che ci sia un’area per la quale il piano regolatore preveda l’insediamento commerciale, nelle varie dimensioni previste dalla normativa.
Va da se che tutti gli insediamenti commerciali sorti negli ultimi quindici anni a Canelli sono stati programmati dalle Amministrazioni che si sono succedute. Quindi non sono stati subiti ma voluti, compresi gli ultimi di cui parla il nostro amico commerciante nel suo post iniziale.
Ovviamente le opinioni in merito possono essere le più varie e discordanti ma ritengo fosse opportuna la succitata precisazione.
Buon Anno a tutti.
Silvestro

badola ha detto...

@ anonimo17,05

Avresti ragione se l'area in cui il nostro lettore sostiene stia per sorgere il nuovo supermercato non fosse ad indirizzo commerciale, cosa che , come tutti sanno, invece e'. Per cui ... Sbagli

Anonimo ha detto...

@Badola
Chiedo scusa ma credo di non essermi spiegato in modo chiaro.
So che l'area di cui parla il nostro amico è a destinazione commerciale, ciò che volevo dire è che tale destinazione evidentemente è stata prevista dalla giunta e approvata dal consiglio comunale con una variante al prgc (non so se da questa amministrazione o da una delle precedenti). Quindi aver previsto per quell'area un'espansione di tipo commerciale è stata una scelta precisa dell'Ente ed è questo il motivo per cui dicevo che, secondo me, c'è sempre una possibilità per i comuni di indirizzare la politica commerciale in un senso oppure in un altro. Ma per carità posso anche sbagliare e in tal caso chiedo scusa.
Saluti.

Silvestro

badola ha detto...

@ silvestro

Adesso mi è più chiaro :)

Si, Silvestro... ma in presenza di una regolare e già determinata destinazione commerciale , e magari da parte di Giunta precedente... che potrebbero farci loro adesso ?

In altre parole.. ( e forse mi sono spiegato male pure io ) io dico che in carenza di strumenti giuridicamente applicabili per negare una licenza commerciale ( e mi risulterebbe non fare differenza se di tipo tradizionale o destinata alla grande distribuzione ) un'Amministrazione non potrà che rilasciarla a norme di legge.

Il problema che intendevo discutere è derivante da una profonda trasformazione dei gusti e delle convenienze dei consumatori.

Insomma.... se lil grosso della gente preferisce andare a comperare nei supermercati ( e se così non fosse non si lamenterebbero i negozianti ) dovremmo interrogarci sui MOTIVI di tale scelta .

UIna politica protezionistica da parte dell'Amministrazione ( quale che sia , beninteso ) dovrebbe essere poi applicata per analogia e per equità distributiva a TUTTI i settori delle attività lavorative locali. Non sarebbe bello né democratico tutelare particolarmente i negozianti rispetto ao liberi professionisti, agli artigiani ecc ecc. e questo sarebbe in netta controtendenza con le regole del libero mercato che anche l'attuale Governo vuole maggiormente applicare.

Amici, permettetemi un poco della mia consueta malignità: ma se invece di lamentarci e chiedere sempre l'intervento di papà-Stato o mamma-Municipio ( in pieno stile post-terremoto ) ci si chiedesse in prima persona se non abbiamo forse qualche colpa per aver lasciato migrare i clienti verso il supermercato... magari arriverebbero altre risposte ed altri spunti per il futuro

Cambia il commercio cambia il mondo. Purtroppo chi non riesce a contrastare efficacemente la concorrenza ( e non necessariamente sleale, ammettiamolo ) di chi ha più soldi e mezzi pubblicitari di noi ( e parlo di qualunque attività imprenditoriale ) siamo fuori del gioco. Inutile cercare di portare indietro le lancette dell'orologio a tempi in cui la SCELTA era meno vasta.

Le nostre città ed i nostri paesi sono pieni di gente che dopo molti anni di onorata attività d'impresa o commerciale NON REGGE PIU' questo sistema di acquisti addirittura online ( che di clientela ne portano via ai negozi quanto basta ed avanza) . A mio avviso la scelta è drammaticamente scontata: ADEGUARSI O CAMBIARE MESTIERE o CHIUDERE.

L'economia non è fatta di sentimentalismi.. e purtroppo un mucchio di bravissime ed oneste persone, nel 2012 non reggono il passo dei tempi e devono decidere che fare.

Rimettiamo forse in campo l'assistenzialismo,i sussidi, il dazio ? Sarebbe una sciagura . L'abbiamo sperimentato in epoche recenti...

badola ha detto...

ed aggiungo :

E' legge . Passeranno giorni o o mesi ma anche da noi si applicherà la LIBERALIZZAZIONE degli orari di apertura dei negozi, come deciso da UNA LEGGE appena entrata in vigore.

Ai supermercati cambierà poco o nulla. Molto cambierà per i negozianti, che dovranno decidere autonomamente QUANTE ORE e QUANTI GIORNI tenere la saracinesca alzata nella propria attività commerciale.

A me pare buona cosa che potrà dare spazio e nuovi spunti. Ma solo a quelli che saranno disposti a CAMBIARE RADICALMENTE il loro modo di vendere.

Vedremo come sarà accolta . Suppongo malissimo e con alzate di scudi delle varie associazioni di categorie e sindacati vari. Ma da qui potrebbe ripartire AUTONOMAMENTE la ripresa di tanti negozi, magari costretti adesso a tenere aperto quando le strade sono deserte e/o a chiudere quando maggiormente converrebbe loro.

Rimbocchiamoci le maniche...si riparte... anche da qui..

(secondo me )

Anonimo ha detto...

Da informazioni assunte (ritengo abbastanza attendibili) l'area di cui parlava l'amico commerciante è stata oggetto di una variazione urbanistica approvata dall'attuale amministrazione, pare avesse già la destinazione d'uso commerciale ma con un limite di superficie che oggi dovrebbe essere stato rimosso e ampliato.
Mi astengo dal giudicare la scelta, mi auguro solo sia stata fatta a ragion veduta e dopo una attenta analisi e non per accontentare, che so, il costruttore di turno.
Per il resto del tuo ragionamento concordo e sottoscrivo ogni sillaba.
Saluti.

Silvestro

Anonimo ha detto...

Io credo che, senza dover limitare le libertà di nessuno e senza fare del protezionismo, gli amministratori locali sono chiamati a disegnare la Canelli che si vorrebbe, attraverso la pianificazione con PRG. Il presupposto, non secondario, è quello di avercela l'idea della città che si vuole.
Poi con questo presupposto definire che, ad esempio, la comunità si deve ritrovare in un centro, che sia a misura di pedone, fatto di piccoli locali e piccole attività artigiane/commerciali; definire che la zone industriali e della GDO siano al margine esterno della città.
Mi pare molto semplice e lineare, quando si vuole veramente pianificare il futuro senza badare alle convenienze elettorali di breve periodo.

badola ha detto...

Ma si, ma si ...ragazzi

Ma continuo a dire ... E se ci rimboccassimo le maniche facendo ciascuno il meglio nel nostro lavoro ?

Devo essere sincero, gente : questo concetto generale delle Amministrazioni che dovrebbero pianificarci la vita e decidere per noi a me piace zero.

Sono politici.. amici. Non dimentichiamolo. A volte costretti ad adottare scelte che vanno oltre l'interesse generale. Fraemmo come loro, al loro posto, statene certi.

Ma se iniziassimo l'anno fregandocene un po' dei politici e delle loro "ampie e disinteresssate vedute "? E la smettessimo di chiedere, chiedere, chiedere ?

Forse sarebbe il caso di strutturare le nostre attivita' autonome in modo tale da resistere a questa tremenda crisi. Andando, ove occorra, contro la ragion di stato e le amminstrazioni tutte.

Lo so, mi ripeto: e se infine semettessimo un po' tutti di chiedere ad altri di semplificarci le cose e tirassimo fuori la capacita' individuale, il senso del commercio, la disponibilita' a cambiare in un mondo che cambia troppo in fretta....?

Vi dico solltanto ancora che se anche si chiudessero i supermercati e centri commerciali canellesi , una grossa fetta di consumatori ANDREBBE A CERCARE FUORI CANELLI CIO' CHE A CANELLI NON TROVA .

Ma perche' nessuno lo ammette, santo Iddio .?

badola ha detto...

Telegraficamente : SIAMO COSI' CERTI CHE TUTTI GLI ESERCENTI OFFRANO UN BUON PRODOTTO , POSSIBILMENTE AL GIUSTO PREZZO, VARIANDO L'OFFERTA NEL TEMPO SENZA VARIARE LA QUALITA', TENENDO APERTO QUANDO SERVE A TANTI, TRATTANDO I CLIENTI CON CORTESIA E COMPETENZA ? Io no. E lo dico chiaro e senza dare colpe ad altri. Ed a poco serve andare a cercare possibili scusanti. Temo che nel commercio chi fornisce piu' merci o servizi ed al prezzo piu' equo risulti, comunque, vincente.

Anonimo ha detto...

Sarò sentimentale e/o anacronistico, ma penso che fornire più merce al prezzo migliore non sia necessariamente la sola strategia vincente. Se così fosse, lavorerebbe solo il Lidl e tutti gli altri esercizi avrebbero le ragnatele.
Come dicevo nel mio post del 29/12, io credo che ci sia posto anche per coloro che non guardano solo alla quantità ed alla convenienza, ma alla qualità, alla rarità, alla particolarità, alla non-omologazione, ed al contempo che si prendano cura del cliente, che personalizzino i rapporti, che insomma facciano ed offrano qualcosa di diverso dai supermercati.
Penso ai due coraggiosi che hanno aperto due attività all'inizio di corso Libertà, ai quali va il mio plauso, penso al negozio aperto da poco in via G.B. Giuliani, penso alle aziende agricole che stanno tentando di proporre prodotti sicuramente costosi (per loro) e non consoni a realtà agricole (una a Piancanelli ed una in regione Monforte), ma, per Dio, ci stano provando.
Penso a tutto ciò e credo che una speranza ci sia anche per il commerciante che ha dato il via a questa discussione. A condizione che sappia differenziarsi dai supermercati, magari sudando per tenere orari faticosi, magari sacramentando per riuscire a trovare quelle cose che la GDO non ha.
Come ha sottolineato Badola, i tempi sono cambiati, più nulla ci viene regalato e se si vuole sopravvivere bisogna reinventarsi.

Raider

ScubaLuke ha detto...

Sono abbastanza in sintonia con i vari interventi letti sino ad ora.
Credo che spazi per il commercio ce ne siano , come sono convinto che in città punti vendita
che offrano "prodotti di qualità" ce ne siano eccome.
Tralascio al momento il discorso cortesia/prezzi, anche se magari in certi punti vendita dove
il prezzo medio è alto, fare magari un angolo stile "outlet" con merce ad un prezzo più abbordabile, in questo periodo potrebbe aiutare e allargare il bacino di clienti, ma questa è solo una mia personalissima opinione...(anche perchè dal punto di vista dei "prezzi" oggi come oggi con gli acquisti online, alternative se ne trovano...ovviamente non parlo di alimentari ma di
altre categorie merceologiche....)

Onestamente però non capisco perchè debba essere un problema "dell'amministrazione comunale"
salvaguardare gli esercenti...
Un negozio è in tutto e per tutto un'attività imprenditoriale con i suoi pro e contro e credo che spetti all'imprenditore trovare le soluzioni.
L'aspettarsi un aiuto esterno o il lamentarsi che "nessuno fa nulla" sono atteggiamenti che non
condivido assolutamente.
Se ho un negozio e nel mio negozio non entrano più clienti devo capire io il perchè e porvi rimedio (non è detto che ovviamente sia facile o fattibile, se non lo è si faranno le dovute scelte per amare che possano essere....)

Personalmente credo che, ad esempio, la liberalizzazione degli orari di apertura sia da vedere come "un'opportunità da sfruttare" invece che lanciarsi sempre nelle solite lamentele...
In generale,mi piange il cuore vedere negozi aperti il lunedi mattina ad esempio e chiusi il sabato mattina oppure,
sempre personalmente, mi farebbe molto comodo avere negozi aperti ogni tanto nella pausa di pranzo oppure aperti
magari sino alle 20 o 20.30 (anche solo per un paio di giorni la settimana ad esempio)

Condivido quanto detto nell'intervento da Raider 03 gennaio 2012 23:29 "<<..condizione che sappia differenziarsi
dai supermercati, magari sudando per tenere orari faticosi, magari sacramentando per riuscire a trovare quelle cose che la GDO non ha>>".....ecco questo è l'atteggiamento che mi piace....quello che
cerca soluzioni per la sua attività, non quello che aspetta che siano altri a trovarle...

Il tutto ovviamente IMHO....

badola ha detto...

@ Scuba Luke

Concordo. Dopotutto si tratterebbe di prendere la palla al balzo ( gli orari liberalizzati ) per magari riprendersi quei clienti che facendo spesa dopo le 1930 adesso vanno al supermercato e perche' no, magari anche dopo cena. E concordo soprattutto sul fatto che il commercio locale si incentivi soprattutto con un arredo urbano invitante. Ma per il resto, francamente, non vedo come i commercianti abbiano piu' diritti di altre categorie di autonomi che non godono di alcuna tutela o aiuto da parte del Comune. Per il resto ci pensa il mercato a stabilire chi ha successo e chi no....